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L'!§oLA ch3 NoN C'èc’è un accappatoio azzurro, fuori piove un mondo freddo |
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8月19日 17.08.2009, 20:00il mondo che crolla. per un attimo il timore che il cellullare cada nel lavandino. uscire fluttuante, non vedere nessuno. non respirare soffocata dalle lacrime. le mani bagnate, la faccia bagnata, mio padre stoico al di là dell’Italia. il buio. un tela nera tutto intorno. poche parole che abbiano senso. poche domande che prendono forma. le gambe che cedono. l’areoporto sparisce. la mia mamma. non decifri altro. è l’occhio del ciclone, l’unica parola intelleggibile. il resto del cervello passa in rassegna gli angoli reconditi della quotidianeità, alla ricerca di una progettualità che mi salverebbe. non c’è. fumi e ne fumeresti ancora. e pensi che le daresti tutte in cambio per cancellare un giorno dal mondo. il buio. la ricerca di nuovi colori con cui dipingerlo. la ricerca di una finestra con cui illuminarlo. la pace di chi ti tiene le mani e riduce tutto a granelli di nuova quotidianeità. le bollicine di una birra e le frivolezze di pochi scherzi. i colori. quelli che ci sono. prendere o lasciare. devi dipingere con i colori che ti danno. Van Gogh aveva il giallo e il marrone e ne ha fatto I Girasoli. possiamo ancora tirarne fuori un capolavoro. 8月6日 la patata per le ustioni, la curiosità per vivertiho una gamba avvolta nel cellophane. sotto, bella a contatto con la pelle dolente, c’è una fetta di patata. perchè dicono che per le ustioni sia la morte sua. di solito funziona. certo, di solito non ho ustioni grosse come un adesivo elettorale… anche il colore è lo stesso, ci manca la quercia e poi mi stacco la gamba, davvero!
non so come si fanno certe cose. sto imparando, muovendo passi incerti in un sentimento adulto. un circospetto incedere in cui incespico. si, è vero, a volerla dire tutta le cose stanno venendo abbastanza facili, senza troppe difficoltà. che i tuoi tempi mi piacciono, mi incuriosiscono e mi lasciano all’erta, con la pelle sottile e le orecchie dritte. perchè in realtà io l’uscita di sicurezza non ho smesso di cercarla, che la paura è sempre lì, in agguato. e conoscerti mi dà un numero di ragioni sempre maggiore per fuggire e ancor di più per restare. che poi resto. resto ad aspettare. aspetto che tutto non sia subito, forse. perchè mi sento un po’ sotto esame alle volte. ma un esame per cui sono preparata, quindi tanta ansia non ne ho. solo qui il voto non lo avrò. e a volte mi sento così stupida ma me lo aspetto. che tu di voti non ne vuoi sentir parlare. mi piace. una scuola senza voti. e posso imparare tutte quelle cose che non so, che non so fare. perchè non le ho mai fatte. e scoprire tutte le sfumature delle tue attenzioni. che sui libri certe cose non si imparano. e sul blog non ci stanno. …e fermarsi un istante per considerare, che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali… 7月30日 ma gli uomini di che parlano sul divano?“è stata una seduta bellissima. non me l’aspettavo. ti ho pensato. se avessi potuto materializzare qualcuno avrei voluto ci fossi tu.” esistono conversazioni di una semplicità infinita. prese fuori dal contesto hanno così poco valore da sembrare anche senza senso. eppure a chi le vive in prima persona sanno innescare un turbine di pensieri che porta a sfiorare la commozione. la meraviglia dell’età adulta è che, comunque la giri, comunque tu la lasci scorrere, alla fine hai sempre la possibilità di scegliertela. ci sono gli imprevisti, gli eventi che esulano dal nostro controllo, è ovvio. ma noi, gli adulti, l’abbiamo sempre la possibilità di uscirne. è difficile crederlo, ma oggi lo so. ne sono certa. c’è una cosa che ho sempre avuto la forza di tenermi: gli amici. nessuno dovrebbe rinunciarci mai. sono linfa vitale, gli amici. perché quando sbandi un amico lo sa e ti riacciuffa per i capelli, dicendoti le cose come stanno. perché gli amici sanno crescerti più di quanto non faresti da sola. se si è fortunati come lo sono io, gli amici finiscono per darti quella forza in più che a volte non hai. e poi arrivano nella tua vita quando più ne hai bisogno. e sono l’aria fresca che aspettavi, il nuovo orizzonte, la sorpresa continua. ero tornata a casa, ero smarrita, spaventata del mio tornare da dove venivo. e le ho incontrate. con la loro forza e la loro paura. con le strade tutte da scrivere e le montagne da scalare. erano come me pur essendo diverse. oggi mi son resa conto di quello che ho imparato. senza fatica, solo vivendomi le mie amiche.
ma più di tutto ho imparato che non sono sola, né quando sono felice per alcune impercettibili gioie né quando ho il cuore ridotto ad un velo di pasta phillo troppo cotto, pronto ad infrangersi al primo alito di vento. perché quando si hanno delle amiche è così che funziona: non si rimane mai sole. e i successi di una sono di tutte. ed ora che mi aspetta la risalita, io lo so che non sono sola. ora che ho bisogno di novità, so per certo che le avrò con me! THANK YOU LADIES! 7月27日 Lara Croft poteva darsi un po’ più da fare, anziché sculettare con le pistole!esistono reperti celtici che ne parlano. persino la Stele di Hammurabi pare non lasciare dubbi. le ultime interpretazioni delle profezie di Nostradamus, poi, paiono fugare ogni dubbio circa la sua esistenza. il problema è la sua ubicazione. come una seconda Atlantide, pare essersi inabissata. è introvabile, sembra essere sparita dalla faccia della terra. le immagini satellitari lasciano poco da sperare, persino alle più accanite tra geologhe, cercatrici ed archeologhe. pare proprio che l’isola leggendaria in cui gli uomini richiamano vedendo la chiamata persa sia sparita per sempre, lasciando schiere di donne prive di sensi affianco al cellullare. “Hey, ciao! mi avevi cercato?” a quanto pare nessun orecchio femminile udirà mai più questa melodia… 7月24日 l’agente immobiliare certe cose non te le dice, però!ognuno di noi, nel corso della propria vita non fa altro che cercare, affittare, arredare, accendere un mutuo per acquistare una casa. la casa in questione non è altro che il nostro animo. il nostro essere. in pratica passiamo la vita a crescere la persona da cui non ci potremo mai separare. io ho trascorso gli ultimi due anni a pagare un mutuo. in realtà era un mutuo a scatola chiusa, per così dire. pagavo, investivo, ho persino comperato della mobilia per una casa che non conoscevo. non mi sono azzardata a comperare mobili da giardino, perché sapevo che il giardino non lo avrei avuto. era come se me lo sentissi. una casetta piccola, in città, comoda e un po’ spoglia, con mobili bassi e muri colorati. uno splendido bilocale! non è pronto, il mio appartamento, ancora è in fase di costruzione e quelli dell’impresa edile in questo mese mi hanno fatto temere che non lo avrei mai avuto. tradotto: è stato un mese duro. settimane fatte di fatica. ogni cosa era noiosa. ogni cosa lenta. il baratro che si riapriva vertiginosamente ed io lì che non sapevo come fare a fermarlo. non volevo fermarlo. la gabbia degli schemi che mi tornava sulla testa. giornate intere a sforzarsi di non piangere. è snervante sforzarsi di non piangere. oggi va meglio. a quanto pare, la burocrazia dei permessi edilizi si è smossa. io ho dei meriti, credo di sì. “ma tu non molli” no, io non mollo. ma credo anche di avere dei futuri vicini di casa che hanno imparato a monitorarmi con coraggio e a sbattermi la verità nella faccia. “tu stai tornando indietro. dov’è finita la tua creatività? ti piaceva anche fare il tuo lavoro, quando eri più libera.” è vero. mi piaceva il mio mondo in ogni sua sfaccettatura, ogni dettaglio del suo essere del tutto imprevedibile. poi una serie infinita di piccoli passi indietro, che ancora non riesco a ricostruire in effetti. e giù, un precipitare lento. questa casa io la voglio davvero. e non posso dare la colpa sempre agli altri se non ci andrò mai ad abitare. posso però dare il merito al mondo che sa scuotermi. e così dopo settimane di sopravvivenza arriva anche la settimana della prova del nove. ed io messa alla prova ci sto proprio bene. tiro fuori la vera Cioppy, quella capace, precisa, grintosa. quella che in 3 giorni crea dal nulla un ricorso complesso ed impeccabile. ed è così che poi le cose tornano a filare, più o meno. la settimana di ferie che per sbaglio mi era stata tolta ora ritorna, come per magia. un collega gigione mi copre di complimenti e così, all’improvviso, non ho più nemmeno tanta urgenza di mettermi sui tacchi vertiginosi per la cena dello studio. e la scelta si rivela perfetta, mettendomi nell’atmosfera familiare e confidenziale perfetta per riconnettermi con la squadra. e poi ci sono quelle due amiche che a te stanno così a cuore che si sono trovate e piaciute come non mai! ed insieme hanno complottato per un regalo di compleanno in ritardo che ha dello spettacolare!!! e credere che tutto abbia un senso è facile… ed ora, con le ferie una settimana più vicine, la serenità di un appuntamento dal Guru molto prossimo ed una casetta a Salina che aspetta solo 3 sgallettate per coccolarle una settimana, tutto sembra più fattibile. tutto, anche rendersi conto che il trasloco purtroppo è da rimandare ancora, perché questa casa misteriosa sembra più lontana di un tempo. non importa, purché sia ben rifinita, no?! PS: per la cronaca, l’unico monolocale di cui davvero dispongo (quello in piazza addome, in fondo a via cervice) è risultato essere, dopo lunghi giorni di incertezze, decisamente sgombro. meno male, pensavo che fosse stato occupato da un punkabbestia di nome Arcangelo con tutto il suo seguito di miracoli, pani e pesci! |
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