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日志


8月19日

17.08.2009, 20:00

il mondo che crolla. per un attimo il timore che il cellullare cada nel lavandino. uscire fluttuante, non vedere nessuno. non respirare soffocata dalle lacrime. le mani bagnate, la faccia bagnata, mio padre stoico al di là dell’Italia.

il buio. un tela nera tutto intorno. poche parole che abbiano senso. poche domande che prendono forma. le gambe che cedono. l’areoporto sparisce. la mia mamma. non decifri altro. è l’occhio del ciclone, l’unica parola intelleggibile. il resto del cervello passa in rassegna gli angoli reconditi della quotidianeità, alla ricerca di una progettualità che mi salverebbe. non c’è.

fumi e ne fumeresti ancora. e pensi che le daresti tutte in cambio per cancellare un giorno dal mondo.

il buio. la ricerca di nuovi colori con cui dipingerlo. la ricerca di una finestra con cui illuminarlo. la pace di chi ti tiene le mani e riduce tutto a granelli di nuova quotidianeità. le bollicine di una birra e le frivolezze di pochi scherzi.

i colori. quelli che ci sono. prendere o lasciare. devi dipingere con i colori che ti danno. Van Gogh aveva il giallo e il marrone e ne ha fatto I Girasoli. possiamo ancora tirarne fuori un capolavoro.

8月6日

la patata per le ustioni, la curiosità per viverti

ho una gamba avvolta nel cellophane. sotto, bella a contatto con la pelle dolente, c’è una fetta di patata. perchè dicono che per le ustioni sia la morte sua. di solito funziona. certo, di solito non ho ustioni grosse come un adesivo elettorale… anche il colore è lo stesso, ci manca la quercia e poi mi stacco la gamba, davvero!

0017 “ma tanto?! come si fa a venire in moto con i calzoncini?!” io non lo so come si fa. non so proprio come ci si vada vestiti in moto. già ho avuto la lucidità di legarmi i capelli prima di mettere il casco, il chè mi ha fatta sentire lungimirante. come l’aver messo gli orecchini in borsa. ma non è bastato a salvarmi dalla spietata marmitta del Ninja. che male…

non so come si fanno certe cose. sto imparando, muovendo passi incerti in un sentimento adulto. un circospetto incedere in cui incespico. si, è vero, a volerla dire tutta le cose stanno venendo abbastanza facili, senza troppe difficoltà. che i tuoi tempi mi piacciono, mi incuriosiscono e mi lasciano all’erta, con la pelle sottile e le orecchie dritte. perchè in realtà io l’uscita di sicurezza non ho smesso di cercarla, che la paura è sempre lì, in agguato. e conoscerti mi dà un numero di ragioni sempre maggiore per fuggire e ancor di più per restare. che poi resto. resto ad aspettare. aspetto che tutto non sia subito, forse. perchè mi sento un po’ sotto esame alle volte. ma un esame per cui sono preparata, quindi tanta ansia non ne ho. solo qui il voto non lo avrò. e a volte mi sento così stupida ma me lo aspetto. che tu di voti non ne vuoi sentir parlare. mi piace.

una scuola senza voti. e posso imparare tutte quelle cose che non so, che non so fare. perchè non le ho mai fatte. e scoprire tutte le sfumature delle tue attenzioni. che sui libri certe cose non si imparano. e sul blog non ci stanno.

…e fermarsi un istante per considerare, che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali…

7月30日

ma gli uomini di che parlano sul divano?

“è stata una seduta bellissima. non me l’aspettavo. ti ho pensato. se avessi potuto materializzare qualcuno avrei voluto ci fossi tu.”

esistono conversazioni di una semplicità infinita. prese fuori dal contesto hanno così poco valore da sembrare anche senza senso. eppure a chi le vive in prima persona sanno innescare un turbine di pensieri che porta a sfiorare la commozione.

la meraviglia dell’età adulta è che, comunque la giri, comunque tu la lasci scorrere, alla fine hai sempre la possibilità di scegliertela. ci sono gli imprevisti, gli eventi che esulano dal nostro controllo, è ovvio. ma noi, gli adulti, l’abbiamo sempre la possibilità di uscirne. è difficile crederlo, ma oggi lo so. ne sono certa.

c’è una cosa che ho sempre avuto la forza di tenermi: gli amici. nessuno dovrebbe rinunciarci mai. sono linfa vitale, gli amici.

perché quando sbandi un amico lo sa e ti riacciuffa per i capelli, dicendoti le cose come stanno. perché gli amici sanno crescerti più di quanto non faresti da sola. se si è fortunati come lo sono io, gli amici finiscono per darti quella forza in più che a volte non hai.

e poi arrivano nella tua vita quando più ne hai bisogno. e sono l’aria fresca che aspettavi, il nuovo orizzonte, la sorpresa continua.

ero tornata a casa, ero smarrita, spaventata del mio tornare da dove venivo. e le ho incontrate. con la loro forza e la loro paura. con le strade tutte da scrivere e le montagne da scalare. erano come me pur essendo diverse.

oggi mi son resa conto di quello che ho imparato. senza fatica, solo vivendomi le mie amiche.

  • parlo a volumi di voce moderata.
  • so farmi la piastra ai capelli.
  • conosco la discrezione.
  • prima di giudicare conto fino a 10.
  • credo in me stessa. quasi sempre.
  • so di non essere sola.
  • sto lavorando sulla capacità di sintesi. con calma, ci arriviamo.
  • so truccarmi.
  • so osare, nel vestiario e nella vita. spesso. cioè, più di prima.
  • l’ironia, questo dono divino calato nella mente delle donne.
  • l’indipendenza. eccola, si intravede, lo giuro.
  • la musica. perché alle donne piace molto, che credete!
  • il mojito, in alternativa al gin tonic, di tanto in tanto.

ma più di tutto ho imparato che non sono sola, né quando sono felice per alcune impercettibili gioie né quando ho il cuore ridotto ad un velo di pasta phillo troppo cotto, pronto ad infrangersi al primo alito di vento. perché quando si hanno delle amiche è così che funziona: non si rimane mai sole. e i successi di una sono di tutte. ed ora che mi aspetta la risalita, io lo so che non sono sola. ora che ho bisogno di novità, so per certo che le avrò con me!

THANK YOU LADIES!

 
7月27日

Lara Croft poteva darsi un po’ più da fare, anziché sculettare con le pistole!

esistono reperti celtici che ne parlano.

persino la Stele di Hammurabi pare non lasciare dubbi.

le ultime interpretazioni delle profezie di Nostradamus, poi, paiono fugare ogni dubbio circa la sua esistenza.

il problema è la sua ubicazione. come una seconda Atlantide, pare essersi inabissata. è introvabile, sembra essere sparita dalla faccia della terra. le immagini satellitari lasciano poco da sperare, persino alle più accanite tra geologhe, cercatrici ed archeologhe.

pare proprio che l’isola leggendaria in cui gli uomini richiamano vedendo la chiamata persa sia sparita per sempre, lasciando schiere di donne prive di sensi affianco al cellullare.

“Hey, ciao! mi avevi cercato?”

a quanto pare nessun orecchio femminile udirà mai più questa melodia…

7月24日

l’agente immobiliare certe cose non te le dice, però!

ognuno di noi, nel corso della propria vita non fa altro che cercare, affittare, arredare, accendere un mutuo per acquistare una casa.

la casa in questione non è altro che il nostro animo. il nostro essere. in pratica passiamo la vita a crescere la persona da cui non ci potremo mai separare.

io ho trascorso gli ultimi due anni a pagare un mutuo. in realtà era un mutuo a scatola chiusa, per così dire. pagavo, investivo, ho persino comperato della mobilia per una casa che non conoscevo. non mi sono azzardata a comperare mobili da giardino, perché sapevo che il giardino non lo avrei avuto. era come se me lo sentissi. una casetta piccola, in città, comoda e un po’ spoglia, con mobili bassi e muri colorati. uno splendido bilocale!

non è pronto, il mio appartamento, ancora è in fase di costruzione e quelli dell’impresa edile in questo mese mi hanno fatto temere che non lo avrei mai avuto.

tradotto: è stato un mese duro. settimane fatte di fatica. ogni cosa era noiosa. ogni cosa lenta. il baratro che si riapriva vertiginosamente ed io lì che non sapevo come fare a fermarlo. non volevo fermarlo. la gabbia degli schemi che mi tornava sulla testa. giornate intere a sforzarsi di non piangere. è snervante sforzarsi di non piangere.

oggi va meglio. a quanto pare, la burocrazia dei permessi edilizi si è smossa. io ho dei meriti, credo di sì. “ma tu non molli” no, io non mollo. ma credo anche di avere dei futuri vicini di casa che hanno imparato a monitorarmi con coraggio e a sbattermi la verità nella faccia. “tu stai tornando indietro. dov’è finita la tua creatività? ti piaceva anche fare il tuo lavoro, quando eri più libera.

è vero. mi piaceva il mio mondo in ogni sua sfaccettatura, ogni dettaglio del suo essere del tutto imprevedibile. poi una serie infinita di piccoli passi indietro, che ancora non riesco a ricostruire in effetti. e giù, un precipitare lento.

questa casa io la voglio davvero. e non posso dare la colpa sempre agli altri se non ci andrò mai ad abitare. posso però dare il merito al mondo che sa scuotermi. e così dopo settimane di sopravvivenza arriva anche la settimana della prova del nove. ed io messa alla prova ci sto proprio bene. tiro fuori la vera Cioppy, quella capace, precisa, grintosa. quella che in 3 giorni crea dal nulla un ricorso complesso ed impeccabile.

ed è così che poi le cose tornano a filare, più o meno. la settimana di ferie che per sbaglio mi era stata tolta ora ritorna, come per magia. un collega gigione mi copre di complimenti e così, all’improvviso, non ho più nemmeno tanta urgenza di mettermi sui tacchi vertiginosi per la cena dello studio. e la scelta si rivela perfetta, mettendomi nell’atmosfera familiare e confidenziale perfetta per riconnettermi con la squadra.

e poi ci sono quelle due amiche che a te stanno così a cuore che si sono trovate e piaciute come non mai! ed insieme hanno complottato per un regalo di compleanno in ritardo che ha dello spettacolare!!! e credere che tutto abbia un senso è facile…

ed ora, con le ferie una settimana più vicine, la serenità di un appuntamento dal Guru molto prossimo ed una casetta a Salina che aspetta solo 3 sgallettate per coccolarle una settimana, tutto sembra più fattibile. tutto, anche rendersi conto che il trasloco purtroppo è da rimandare ancora, perché questa casa misteriosa sembra più lontana di un tempo. non importa, purché sia ben rifinita, no?!

PS: per la cronaca, l’unico monolocale di cui davvero dispongo (quello in piazza addome, in fondo a via cervice) è risultato essere, dopo lunghi giorni di incertezze, decisamente sgombro. meno male, pensavo che fosse stato occupato da un punkabbestia di nome Arcangelo con tutto il suo seguito di miracoli, pani e pesci!

7月17日

a Fano la chiamano SGRANA

capricorno Mi viene fame solo a pensare a quanto sei affamato. Sembri un orso appena uscito dal letargo o un prigioniero politico alla fine di uno sciopero della fame. Eppure, quella che ti divora non è la voglia di mangiare. Né la brama di sesso, fama, potere o denaro. Stai morendo dal desiderio di qualcosa a cui non sai dare un nome, e di cui non comprendi né immagini l’esistenza. Tuttavia prevedo che molto presto scoprirai di che si tratta e ti ritroverai sulla buona strada per placare questa fame.

mannaggia a ‘sto stregone! ha talmente tanto ragione che è tutt’oggi che faccio la spunta delle fami che potrei razionalmente avere.

perché è vero. ho fame. più che altro ho voglia di qualcosa. sono irrequieta come mercurio liquido, sono annoiata, sono sempre così moderatamente felice. una fottutissima Lucertola in un Barattolo. persino i concerti non mi esaltano più. le feste con gli amici. le pause pranzo al mare… mi sembra addirittura di abbronzarmi meno degli ani scorsi!

ho questa irrequietudine che mi sfocia nelle mani. faccio cose. le faccio bene. a volte ho anche successo. sono addirittura riuscita a farmi dare un pugno di maledetti dollari dal Capo, tanto sono rientrata nei ranghi dell’avvocatitudine.

questo è il primo di due weekend stragasanti intervallati da una settimana che se solo avessi voglia sarebbe potenzialmente eccellente.

stasera concerto dei NOBRAINO, i miei Cicci che è un sacco di tempo che non li vedo.  domani INFRAIDITO, un mega party a tema nella campagna fanese. tutte le abbiezioni del turista in una serata. pur facendo di tutto per farmi coinvolgere (incluso offrirmi come barista volontaria) non riesco a farmi esaltare dall’idea… ma perché?!?!?!

Mercoledì Tracy Chapman ad Arezzo, mannaggia li pescetti, che non ho la minima voglia di organizzarmi, diamine!

Sabato prossimo concerto dei Negrita praticamente dietro casa!!!

ho appena comperato i biglietti aerei per la super vacanza di Agosto, una settimana con le amiche a Salina, nelle Eolie… il 31 Agosto i Coldplay in concerto, con l’intera discografia che mi scorre nelle orecchie e mi esalta sempre di più…

ma che cavolo voglio ancora?!

7月1日

guerriglia glamour

Laura ne ha una splendida, con decori bordeaux su fondo celeste, senza frange ma comunque splendida. la porta sopra alla camicia con le rouches e agli shorts di jeans.

quella di Federica mi fa impazzire, con delle frangette timide, senza nappe agli angoli. bianca e turchese, indossata sopra una maglia ampia che lascia scoperta una spalla e un paio di jeans bianchi.

Lorenzo è appena tornato dal sud-est asiatico, giusto in tempo per compiere 26 anni. la sua è bianca e nera, classica. è costata 3 euro in un mercato di Bankok. era convinto di essere innovativo, lui. però gli dona incredibilmente, tutta arrotolata sopra la camicia celeste chiaro e i bermuda kaki.

Valentina non ne ha anche se quella di Gucci forse la metterebbe, chissà…

Angela non si rassegnerà mai a vederla come un accessorio. è per questo che non ne ha. ci guarda un tantino schifita, di tanto in tanto.

la mia è bianca e rossa, perché non ci sarà mai un altro colore in grado di toccarmi il cuore così. si impiglia negli orecchini a forma di gatto e nasconde la PinUp sulla t-shirt. però si intona alla perfezione con il foulard di seta che uso come cintura.

prendiamo da bere e ci sediamo, un po’ sulla panca e un po’ a terra, sulle assi del pavimento di fronte all’ingresso. in estate questo molo diventa il luogo più frequentato della città e in questo pavimento si impigliano decine di tacchi a spillo. stasera è una serata tranquilla e anche se non lo fosse noi ci siederemmo comunque così, un po’ sulla panca e un po’ in terra, incuranti.

potremmo parlare di politica, travolti dalle nostre kefieh, ma no. la nostra guerriglia ha un sapore molto più quotidiano. non dico che non potremmo, che non saremmo in grado. al contrario. sarebbero discussioni splendide. sono capitate, spesso, e alla fine ci siamo sentiti tutti più forti pur non avendo minimamente scalfito le convinzioni altrui.

no. stasera non è una di quelle occasioni. stasera è la Beaver Night, la serata castore. stasera si parla di vita, di futuro, di sesso. stasera si fruga nelle nostre vite apparentemente perfette, si estrae il torbido e lo si deride. perché lo scherno delle castore è un po’ come un ACE gentile, che sbianca ma non buca. e quel torbido tornerà al suo posto rimpicciolito e meno spaventoso, il più delle volte.

qualcuno brutalmente cinico direbbe che siamo un mucchio di gente alla Pierfrancesco Favino, che recita tutte queste parti in cui “non ha un cazzo eppure soffre, si strugge!”. già qualcuno di brutalmente cinico lo conosco. e non so perché mi sei venuto in mente, che poi al telefono parli da solo… chissà.

il motivo lo ignoro ma comprare le mie nuove kefieh mi ha fatto pensare a te e a mio padre. sì, nello stesso pensiero voi due. la faccia di mio padre non la dimenticherò, eh sì che Cico lo aveva avvisato… mi fate ridere. entrambi radicati in una trincea ideologica che non c’è più. è come credere che ancora possa uscire Leopardi nel tema della maturità, come pensare che gli ultimi 30 anni di storia contemporanea non abbiano comportato nulla.

è nascondersi dietro la bugia per cui è colpa dell’invasore o del rivoluzionario, quando in realtà più che le colpe bisognerebbe cercare le soluzioni. e la madre delle soluzioni e sempre l’educazione, l’alfabetizzazione e la cultura della democrazia.

è un po’ come ignorare che le kefieh le ha riportate in passerella Balenciaga, fregandosene del significato politico che una volta veniva loro attribuito.

la lucidità di saper cercare se stessi e mettersi in una relazione costruttiva con chi ci circonda è forse la più splendida forma di guerriglia che sia concessa alla mia generazione. ed ha il potenziale per essere assai più fruttuosa degli estremismi che l’hanno preceduta.

pensaci. e poi deridimi, come fai sempre. forse otterrai di rendermi meno torbida nella tua granitica convinzione. o forse no.

6月25日

metti caso un gomito alto e delle parole nell’orto

ho deciso, voglio essere sincera. un outing a tutti gli effetti che poi non si dica che non ho lanciato segnali e che i guai son piovuti dal cielo: sto bevendo troppo.

non è propriamente colpa mia eppure mi sta tornando la gastrite. e poi succedono questi week end assurdi che capo e coda non è che proprio li abbiano…

è che se esco con Cico è matematico che farò fatica a tornare sulle mie gambe. mio fratello è un professionista! venerdì mi ha intavolato una maratona di gin tonic dopo una cena a base di pesce e vino bianco. complici del fatto di essere in bici ci siamo letteralmente bevuti tutto il bar a picco sul mare. sul palco gli adorabili Chewingum che lanciavano nell’aria estiva e frizzante le loro follie zuccherose, dedicandomi anche GiulioClaudia, che sanno che io la aDDoro! e io ondeggiavo, sorseggiavo il mio drink color dell’acqua e ridacchiavo. trasportati dalla Psyco un po’ più in là sulla costa, si è ballato fino a che la musica non è finita, sino a che non ce n’è stato più. e quindi di nuovo in sella alle fiammanti, tornare verso casa, insieme alla Pirtz, anche lei ridotta da buttare, urlando al cielo e alla città I Signori della Corte, che le peggio sbornie ce le siam fatte tutti e tre su quelle note!

inconveniente della serata, come spesso accade, dato dal telefono e dalla ricarica appena fatta. e giù sms a MS che non si sa molto bene da quale porta sia rientrato (molto quotata l’ipotesi dell’uscita di sicurezza lasciatagli socchiusa dalla sottoscritta). e poi vai di chiamate senza risposta all’Uct, con relativi “Ma CoMe Si PerMeTTe!?” biascicati ad una Psyco molto divertita. il mattino dopo, sul tardi, un trapano al piano superiore mi ha riportata al mondo reale. forse era parente del trapano puntato dietro le mie povere tempie, non saprei.

purtroppo il clima infausto ci sta impedendo di passare i week end in spiaggia, come sarebbe consono aspettarsi invece per dei giovani pesaresi. e invece NO! così ho avuto tutto il tempo di recuperare le forze stendendo Rouge Noir sulle unghie e valutando differenti mise adatte alla serata! Sì perché, la serata non si prospettava essere una qualunque, au contrair, mon ami! festa di compleanno con amiche ed amici e successive danze nostalgiche anni ‘90 (che a me garbano tantissimo!)

giunta ovviamente in ritardo al locale, dopo aver optato per abitino stampato in stile anni ‘60 e stivali di camoscio, non mi rimaneva che mettermi in pari pasteggiando a Mojito. tutto era roseo e felice. mi azzardo a dire che il tempo burrascoso non dava alcun fastidio. probabilmente anche lui aveva voglia di andarsi a fare una bella bevuta, perché si era placato, improvvisamente, quasi a concedere una tregua alle nostre carni cautamente nude. alla fine della cena, spostati i tavoli della nostra casa estiva, il volume si era alzato, le verande di nuovo spalancate e via alle danze!

mentre ci divertivamo senza riserve gli avventori del locale hanno iniziato a fare la loro comparsa e tra loro l’Uct, sexy e placido come al solito. le amiche che mi cercano con lo sguardo, il labiale che articola un muto “l’ho visto” e in pochi attimi sfrecciargli di fronte per sbaglio, sorridergli, tornare a salutarlo con calma. registrare il modo in cui prende coscienza di me, leggermente alterato anche lui, nel mezzo di altri festeggiamenti, circondato dagli amici. notare i piccoli contatti fisici che instaura, le distanze revvicinate che tiene. studiare i muti segnali dell’Uomo che tace, sentire un richiamo nella pelle prima che nella mente offuscata. salutarlo, tornare a ballare, con un pensiero in più.

sotto le stelle, a piedi nudi sull’erba, si ride con l’Uct. e per magia si parla anche. e le cose sono così più semplici quando si parla. bastano pochi dati. e le risate di chi ha voglia di sentirsi libero. che lo decidiamo noi cos’è GIUSTO e cosa no, non può farlo nessun altro per noi.

il giorno dopo, tra le foto della serata su FB compare un commento amico: “la Cioppy è in tutte le foto ma ad un certo punto è sparita…

no, è solo il Mojito che mi ha dato alla testa

5月4日

dei week end che escono col buco

è come per le ciambelle: non tutti i week end escono col buco.

ce ne sono alcuni che programmi nel minimo dettaglio. come una piccola versione del Colonello Morico, hai anche verificato il dettaglio delle previsioni del tempo su 3 (e dico TRE!) diversi siti web. biglietti del treno comperati su internet, mappe Google stampate dalla scrivania e biancheria pulita stesa ad aspettarti sul letto. salvo poi dover ammettere che se ti aspetti troppo non sempre ottieni tutto.

ecco, ci sono week end così. e poi ce ne sono altri che mi provocano ansia al solo evocarli. io solo a pensare a cosa si fa il 1°Maggio? iniziavo a grattarmi come in preda ad un attacco violento di orticaria. perché io ho sempre saputo due sole cose sul week ed del 1°Maggio:

  1. il 30Aprile bisogna ricordarsi di comprare le sigarette;
  2. non bisogna sperarci troppo, che poi ci si romperà le palle di sicuro, con quella decine di insettucoli che si inerpicano sopra i jeans troppo scesi fin nelle chiappe, mentre appollaiata su un prato fumo la millecinquecentesima sigaretta, bevo il duecentesimo bicchiere di vino rosso, mentre qualche manzo fa bella mostra delle pancette da bevitore correndo a petto nudo dietro ad un pallone.

non è che proprio non vedessi l’ora di organizzare il 1°Maggio…. volevo dormire, quello sì. volevo godermi del tempo senza pensare troppo.

alla fine, invece, ho dovuto pensare. sì, perché non basta passeggiare in riva al mare, non è sufficiente ballare o ridere come pazzi davanti alla vetrina di un Sexy Shop dopo aver mangiato la Piada più buona che ci sia. non vale a niente aver battuto a tappeto tutta Bologna ed essere tornata a casa vittoriosa con un paio di scarpe che più meravigliose non si può.

NO, perché quando meno te l’aspetti ti arriva sta tegola che poi, in un modo o nell’altro, ti rendi conto che non puoi scegliere quando pensare. se ti si innesca la paranoia  Ciao! non c’è altro che puoi fare che non lasciarla fluire bella dritta in un bicchiere di GinTonic ben ghiacciato e sperare che ci si affoghi quella stronza!

così mentre me ne stavo lì col bicchiere in mano e i nervi a fior di pelle, chiacchieravo con la CowGirl più sexy e simpatica del locale, una Calamity Jane post moderna che paziente e partecipativa ascoltava tutte le mie elaborazioni sui tristi personaggi del momento, riletti in chiave Plainsex (che se l’idea è geniale non è plagio, basta citarla!)

così eccole le storie fin troppo intrecciate del momento: c’è l’ucs (l’uomo che saluta) che può tranquillamente continuare a salutare ben distante da qui, che di cialtroni così se ne trovano a bizzeffe. e c’è l’ucp (l’uomo che pollo) che, passato il primo momento di stizza e meschinità, ha saputo rientrare splendidamente nei ranghi dell’indolenza senza battere ciglio. che meraviglia!

me ne stavo lì a bere e avevo una paura fottuta. l’unica cosa che riuscivo a pensare con terrore inedito era che mi fossi sbagliata. era stato così semplice pensare di essere invincibile, di essere finalmente guarita e averla raggiunta quella indipendenza di pensiero rincorsa negli ultimi 5 lunghi anni. poi bastava così poco per volatilizzarla?! era bastato aprire FB prima di cena per ritrovarsi ad abbaiare contro il GenereMaschileTutto nella sua sconfortante interezza. mi stava svanendo dalle mani quella serenità alimentata dalla mia autostima ormai ai limiti dell’obesità. ecco, la mia fiducia in me stessa era ricaduta nel tunnel dell’anoressia in un attimo, nel tempo di uno sguardo a FB.

ero così arrabbiata che il GinTonic si era duplicato in un processo micotico che ha del miracoloso eppure continuavo a ringhiare. al punto da mettere in guardia anche l’amico che ci aveva raggiunto: “attento, oggi mordiamo!”

poi, alla fine, tutta quella rabbia magicamente sfumata nella sapienza di un dj illuminato che ci ha fatto venir voglia di ballare. e il fatto di essere a casa, che poi non si può essere così tristi a casa….

e alla fine l’uct (l’uomo che tace) che compare magicamente in mezzo alla pista –che proprio non lo avevo visto entrare- e va a finire che da tanto tacere escono anche le prime spiegazioni. perché due anni di non detti sono in grado di logorare la più granitica e navigata delle egocentriche, figuriamoci la Quipresente Neofita del Self Confidence.

che poi l’uct è l’esemplare di uomo che sa assecondare le mie follie fino a farle sembrare normali. simpsons_donuts e oggi mi ritrovo con dei rami di ginestra fiorita sul cruscotto. ho riconosciuto l’odore entrando in macchina e ho sorriso con il vago ricordo delle paturnie di quella sera.

…che sia questa la solidità vieppiù flessibile di cui parlava Mauro? come può essere così semplice la primavera?! come una grandiosa ciambella col buco, ecco come.

4月9日

Let the Sun Shine!

come ormai ho ripetuto in largo e in lungo, io ho un Guru. una confortante guida spirituale, laureato in medicina e profondo conoscitore di discipline orientali. oltre a tutto ciò è una persona con un cuore GROSSO COSI e un amore per la vita che andrebbe studiato a scuola, da queigli apatici ragazzini con i chiodi in faccia e gli occhi truccati di nero.

quando, ormai più di un anno fa, mi sono scomposta in lacrime nel suo studio (che pure frequentavo da tempo senza che mi fosi mai mostrata così malmessa) lui mi ha abbracciato, rassicurato e poi mi ha detto, sorridendo, che erano tutte cazzate. aveva ragione.

esattamente un mese fa sono andata a quella che per il momento è stata la mia ultima visita. ora sta a me. lui ha fatto tutto quel che ha potuto. mi ritirerà sù se servirà. quando servirà. ora DEVO provarci da sola. come unico compito da adempiere mi ha lasciato un’astensione di 21 giorni dai carboidrati. TOTALE.

per la prima volta ho portato a termine questo compito con precisione e passione, convita di volerlo vedere quel traguardo di indipendenza. il motivo posto alla base dell’astienza può far sorridere e non convicere… fatto sta che il risultato è meraviglioso!

la sera del 21esimo giorno ero meravigliosamente su di giri! al settimo cielo! me ne stavo al pc da sola, dopo aver vinto una bella partita, con un calice di verdicchio ben fresco e una lunga serie di pensieri a galleggiarmi in testa, senza nessuna paura.

è per questo che ho pensato di scrivergli. una mail, un sentito ringraziamento, nient’altro. perchè già vedevo i segni di quella emancipazione che mi aveva fatto raggiungere, con i suoi consigli e i miei sforzi.

è così, riesce a dirti COSA fare per stare meglio. ma il farlo poi spetta SOLO a me. e questa volta è stato come se davvero lo volessi. e l’ho fatto…

qualche giorno fa mi ha risposto. poche righe di gratitudine ed incoraggiamento, costellate da questa splendida chiosa:

confido, cara C., che tu non abbia nessun prossimo cedimento, ma che la solidità che avverti in te possa mantenersi e diventare vieppiù elastica.
un abbraccio

una cosa che non ha detto, è che sì, la solidità deve divenire elastica, ma NON i jeans! perchè in tutto questo non mangiare pane la mia circonferenza cosce è calata di UNA TAGLIA! e oggi i jeans dell’anno scorso che mi vanno larghi, mi mettono addosso una voglia di baciarlo che non si può immaginare… nonostante la barba incolta da asceta e la voce stridula, pensa un po’!

4月8日

Buona Note

è notte e ho appena fatto bollire tutta l'acqua per la tisana. proprio non ragiono...

non so il perchè di questo sentore di tempesta silente. non so nulla. non so perchè continuo ad avere questo brutto presentimento. non so perchè mi agito per cercare segnali rassicuranti quando dovrei solo lasciare il tempo scorrere. sono fatta così. il silenzio mi uccide.

il silenzio mi spaventa. soprattutto se nel silenzio colgo brutti segnali. ormai sono arrivata al di là del razionale, proprio come speravo. solo che stasera sembro pazza.

forse è solo il senso di colpa per la mia omertà. forse è la poca stima di chi mi circonda. forse mi sbaglio. dimmi che mi sbaglio. romperò il silenzio ancora, lo so, in maniera stupida e vuota, in attesa del momento giusto per riempire il vuoto con parole e spiegazioni.

per ora ho solo paura e non esiste una vera ragione. è un cuore rivelatore che batte sotto le travi della mia serenità. è la coscienza che non è pulita. è la paura delle parole altrui a riempire i miei silenzi colpevoli. dimmi che mi sbaglio. parlerò io, davvero. chiedimi di parlare.

 
4月1日

del domani non vi è certezza

"One day I’ll grow up, I’ll be a beautiful woman"
 
si un giorno guarderò alla Me di ora e forse ne riderò. o forse, semplicemente, ne sarò fiera. non lo so. oggi so solo che qualche QUASI l'ho cancellato. e so che ce ne sono ancora tanti, ma arriverò anche lì, passo dopo passo. oggi mi sento bene e che non sono mai stata così felice.
 
Stasera brindo a me. domani ci saranno altre occasioni per brindare, oggi ci sono io. CinCin!
 
 
2月19日

Due figli ed un Part Time, TRATTABILI

16 mesi. sono passati 16 mesi. sinceramente non credevo che si potesse essere così tenaci. ancora una volta sottovaluto mia nonna. quella donna, oltre alla invidiabile tempra padana, ha anche delle incredibili risorse quanto ad ostinazione. sono allibita.

avete presente Mrs. Bennet? la inopportuna ed invadente madre delle sorelle Bennet, protagoniste del romanzo più caro al mio cuore, Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen. se non vi sovviene potete aiutarvi pensando alla imbarazzante madre di Bridget Jones, nel libro come nel film, le caratteristiche essenziali sono quelle. mia nonna è così. con un bonus extra di snobbismo inappropriato ed un pizzico di razzismo ed omofobia ad abbellire il quadretto. mi terrorizza avere in comune qualche gene, sono seria.

ieri sera è stato un incubo. "mercoledì siamo a cena dalla nonna, fa il risotto!" la veneta fa il risotto di pesce solo nelle grandi occasioni... già sospettavo. poi la telefonata: "senti, ci sarebbero problemi se invitassi anche dei miei amici?" no, figurati! la pigra si sporca le mani una volta sola ed assolve due compiti. tutto era rientrato nella normalità. e invece no!!!

"allora, stasera niente ingeneri, eh! la nonna è un tantino contrariata..." ha ghignato mio padre. non capivo, continuavo a non capire...

poi ho capito. mi ci è voluto un po', onestamente. a metà del primo però ci ero arrivata. finalmente capivo perchè quella esuberante signora usasse un tono speciale, quasi un evidenziatore vocale quando parlava del suo terzo figlio, Enrico.

sì, sono seria. mancava che mi mettessero un cartellino con il prezzo appeso all'orecchio. mia nonna ci avrebbe aggiunto a penna: "TRATTABILE, un accordo lo si trova."

una intera serata a cena con questi due perfetti estranei, di una gentilezza ed esuberanza incredile, devo ammetterlo, ma sempre estranei sono. e giù a parlare delle due figlie, dei 6 nipoti, del figliol prodigo, che vive da solo ma SOTTO CASA DI MAMMA, che fa colazione con loro, che lavora alla biesse, che, che, che...

e mia nonna che si infilava nei rari spazi di conversazione lasciati dall'esuberante signora * a lodare la mia esuberanza, le mie doti,... "è un esemplare di femmina davvero rara! è di compagnia, sa cucinare, parla inglese e sa prendere un aereo. ah, e non sporca, sul serio, è bravissima!"

l'apice della serata è stato al momento del dolce. per quanto avessi tentato di stordirmi col vino, c'era un rosè insipido e leggero che non aveva sortito alcun effetto perciò era lucida, dannatamente lucida quando la mia adorabile nonnina ha estratto dalla credenza la bottiglia ancora incartata di Porto che le avevo comperato io alla Casa do Porto ai piedi del Castello de Sao George, sui colli di Lisbona.

SI, ero maledettamente cosciente quando mia nonna ha brindato alla sua Colombella Viaggiatrice.

credo di aver detto tutto, no? "Esibita come una giumenta!" ecco, Jane, direbbe così...

* pochi, davvero. devo dire che ci vuole talento anche per questo! sia per parlare così tanto e con voce così stentorea, sia per captare quei rari attimi di debolezza ed approfittarne... un'altra generazione, inutile!

2月15日

la galleria degli zombie, la galleria degli specchi

la cena era stata piacevole, decisamente. superato l'empasse iniziale, di non avere un tavolo prima del TG della notte, ci si era amalgamati. il vino terribile, le 14enni rumorose del tavolo affianco, i camerieri di discutibile professionalità... tutto contribuiva a dare alla serata quel alone Trash che era indispensabile a sciogliere gli animi.

per quanto fossimo un tavolo di single incalliti e scanzonati, la data lo imponeva: parlare di amore. lo abbiamo fatto parlando dei gesti, del romanticismo. parlando di quella morsa che di tanto in tanto ti attanaglia le viscere e finisce per farti fare gesti stupidi, ma così stupidi... che poi in serate come quelle di ieri gli amici sanno sfotterti all'inverosimile e ciò che a te sembrava assolutamente sensato finisce per farti sentire così ridicola, così fuori luogo, così inutilmente generosa,...

mi è venuto da ridere, tutti abbiamo riso di cuore. passati i primi 10 minuti di imbarazzo la confidenza è cresciuta così tanto che ci siamo ritrovati a confidare gesti insensati e a commentarli senza peli sulla lingua. meraviglioso!

"bè, considerate che il suo era molto difficle, perchè c'era il rischio, non ci stava mica insieme... ha rischiato il RIFIUTO" ha spiegato Federica, amorevole. "il chè, visto che siete donne, è intollerabile, giusto? no perchè per l'uomo il rifiuto è... l'INIZIO. lei dice -No- e tu: -Ok, e dopo?-"

ogni argomento aveva finito per diventare familiare. niente era troppo intimo, niente troppo sconvolgente. io ho scoperto di essere più brava ad ispirarli i gesti romantici. sono una fifona, ecco. gli unici gesti davvero belli che ho fatto son stati per persone che non mi hanno dato nulla. investimenti sbagliati in partenza, diciamo. forse perchè mi rimane molto più facile piangere delle mie sventure piuttosto che sudare su un obiettivo che rischia di concretizzarsi. sono Don Chisciotte (siamo tutti un po' Don Chisciotte, oggigiorno...) gli unici che ho ricordato son stati quelli dedicati a quella insensata storia che ho portato avanti ossessivamente per tre mesi con la persona meno adatta a me SUL PIANETA. e io a spedire regalini, stampare magliette, farmi viaggi pindarici su opere d'arte e canzoni che si intrecciavano alla perfezione... sperando di buttare questi semi di poesia su un terreno fertile. ALLE ORTICHE, ecco dove. li ho buttati alle ortiche. eppure son stata comunque felice di usarli, anche se non hanno fruttato. sarò strana...

dopo una cena così non si poteva che mantenere il livello di familiarità raggiunto. si doveva andare a casa. e dove se non al Fuzz, la nostra casa? è talmente familiare, per noi, che Andrea, che sta in Italia circa due mesi all'anno, ha fatto la tessera, per non sentirsi l'ospite invadente. (forse anche perchè ha beccato quel giorno sfigato in cui te la chiedono all'ingresso! 1 su 10, di solito.)

e via, sulla stessa onda, con un po' di musica in più e tante persone con cui avevamo qualcosa in comune attorno, seduti in un angolo a raccontarci storie, parlare di musica, discutere, sfotterci,... finchè Federica non mi ha stritolato il braccio, si è avvicinata a me e mi ha fissato con gli occhi più sgranati che ricordi. la bocca spalancata in un esterefatto sorriso. muta. allusiva. incompresa, povera.

"cosa?" "C'è PP!" "COSA?!"

[PP: conosciuto lì, a casa, due mesi fa. un'infrasettimanale divertente. sul terrazzo un bel ragazzo con la sigaretta accesa mi chiede da accendere. "era l'unico modo per parlare con te..." un'ora di conversazione piacevole, divertente. accantivanti provocazioni a stratificarsi una sull'altra, sorrisi ammiccanti. un bacio. "ti aggiungo su Facebook" la teenagar che è in me che esplode prorompente, nei momenti meno opportuni. scomparso.]

riemerge due mesi dopo, nella mia serata rilassante e domestica. a casa mia. INTRUSO. passato lo shock mi rendo conto che forse non mi ha vista, forse non mi ha riconosciuta, forse si sta annoiando. forse son fatti suoi. troppi forse, lo vado a salutare. "ma allora eri tu..." piccola conversazione sulle scale. sigaretta. mi ispeziono mentalmente: sono carina. lo ispeziono con discrezione: è carino. sbrigati i convenevoli, ascoltiamolo. ...e magari sforziamoci anche di non sbadigliare!

fuggo il prima possibile. gli altri mi guardano tentando di non sembrare troppo sorpresi, visto che lui è lì dietro di me. e poi chiedono: "già di ritorno?" "Federica, di fronte ai testimoni, GIURA che non mi farai mai più baciare uno sconosciuto se ho bevuto più di due birre! GIURA!" si ride e si balla, com'è ovvio che sia... poi mi volto ed ecco che appare un altro scheletro dall'armadio. questo sembrava che dovesse partire PER SEMPRE, cambiare vita e non farsi vedere mai più. è stato via un anno e mezzo, durante il quale è tornato tre volte ed ora è sempre lì, A CASA MIA. ieri sera, oltretutto aveva la maglietta arancione, così, per non essere visibile...

"ok, per favore, potrebbero cacciare dal locale tutti quelli che ho baciato?!"

"vuoi farli fallire?"

ecco, questo è TROPPO familiare...

che bella serata, però... Grazie!

2月13日

registro di classe

la maestra vi ha mai messo un più? sul registro, quando eravamo particolarmente geniali, leccaculo, collaborativi, con la mano più alta degli altri... è una cosa che non mi ha mai abbandonato, in effetti. 26 anni a rincorrere i più, come i cavalli del circo che bramano lo zuccherino e si impennano sulle zampe posteriori, sempre più in alto, sempre più obbedienti...

poi, sai com'è... inizi a pensare che anche i meno non siano così negativi, che anzi con i meno si impara come con i più... e che poi i più e i meno, bè, devi darteli da sola!

essia! Giovedì 12 Febbraio:

  • proporsi volontaria per l'udienza di Bologna: +
  • aspettare un'ora prima di chiamare in studio per dare notizie dell'esito: -
  • fare 9 euro di colazione in due a spese del Capo: +
  • entrare da ZARA alle 12.45: +
  • scomparire sotto una catasta di abiti da provare alle 12.50: PIU'
  • uscira da ZARA alle 13.45: -
  • comperare abiti estivi a febbraio: -
  • entrare al ristorante alle 14.15: +
  • arrivare alla macchina alle 15.45: -
  • chiamare in Studio e pattuire la scusa adatta con l'impiegata: più
  • andare a cena con la famiglia e bere 2 bottiglie in 4: +
  • andare ad un concerto con gli amici e il fratello: +
  • bere due gin tonic al giovedì sera: meno
  • mettersi a letto, ancora una volta, all' 1.30: -
  • abbracciare il water alle 2.00: MENO, decisamente MENO

la diligenza, la rettitudine... queste sconosciute!

1月23日

le bambine oggi fanno un sorriso ai fischi dei militari OGGI E' UN GIORNO ALLA PARI!

l'ho già detto. lo ripeto. amo l'oroscopo di Rob Brezsny! è l'appuntamento fisso del venerdì mattina o del giovedì sera. è un oroscopo un po' new age, sempre pieno di introspezione e di incoraggianti consigli sul giusto attegiamento mentale da adottare. il tutto se per giusto si considera qualcosa che può accomunarti a persone che sono nate nello stesso mese in cui mia mamma mi ha dolorosamente messa al mondo, certo.

cmq, io sono del Capricorno. ho dei problemi ad accettarlo, perchè è un segno un po' triste, ecco. diciamocelo, non ha fascino, nemmeno dal punto di vista iconografico. sarà per questo che ho sempre badato poco all'oroscopo. ma l'anno scorso è stato così eccezionale che ho finito per affezionarmi a Rob e ai suoi consigli.

generalmente lo leggo quasi tutto. leggo ed inoltro, addirittura. i Gemelli a Cico e alla Wolly, lo Scorpione alla Paperina, il Saggittario alla Psyco e alla Markettara, il Leone a Frangetta, il Cancro al Biondo, i Pesci a Sandrino che ancora non si è abituato a questo astrologo stravagante e ride tanto...

di solito leggo anche l'Ariete e a volte la Bilancia. il perchè lo so io.

sono settimane (forse mesi) che leggo l'Ariete prima di tutto. finisco per leggere anche il mio e gli altri, ma rimango così incagliata a cercare di decifrare l'Ariete che mi dimentico gli altri... mi dimentico dei consigli per me!

lo so, sono fesserie belle e buone, siamo d'accordo. ma se devi avere un buon consiglio perchè lasciare che passi in secondo piano per leggere quello destinato a qualcun altro? era un riflesso incondizionato, non me ne rendevo nemmeno conto. il giorno dopo tornavo a rileggere l'oroscopo perchè mi ricordavo quello di tutti tranne il mio! eccheccavolo! non ne ero cosciente, ero come un'assetata nel deserto. era come se l'Ariete fosse l'acqua.

oggi è successa una cosa strana. o meglio, oggi me ne sono accorta ma credo che stia succedendo da un po'... oggi non ho letto l'Ariete. non ho nemmeno letto il Saggitario e gli altri... oggi ho letto il Capricorno. e l'ho persino appuntato, perchè è un compito molto difficile, in effetti...

eh, già, oggi mi sono resa conto che non leggo più l'Ariete come priorità... in effetti è come scoprire che la bilancia è rotta e in realtà peso molto meno di quel che leggo. è sentirsi leggere tutto in un attimo. è un po' come il sole dopo uno scroscio di pioggia, mentre guidi e il mare è ancora verde e furente ma c'è il sole e tutto cambia prospettiva e la luce è tersa e pulita...

non so, di certo sto dando troppo peso a piccole cose. anzi, a dirla proprio tutta sto dando un enorme peso a ciò che era poco più di un'abitudine, una fisima... un po' come usare la penicillina per un raffreddore.

so bene che è così. non ero malata prima e non sono guarita ora.

ma se si sta facendo un percorso interiore fatto di minuscoli faticosi passi in avanti, che talvolta ho percorso sanza sapere bene dove mi avrebbero portata, un po' ad occhi chiusi, fidandomi... arrivare finalmente e vedere qualcosa è davvero meraviglioso. mi fa venir voglia di festeggiare, mi mette addosso un'euforia insensata. perchè la distanza che mi separa dal mio obiettivo è davvero breve, recentemente me ne sono resa conto. non è lontano il punto in cui sarò libera. libera dai segni zodiacali, libera da mio padre, libera di essere Cioppy, chiunque sia Cioppy. libera di ascoltare quella bella persona che non è perfetta, non è intransigente, non è formica e non è cicala.

manca poco. da oggi ancora un po' di meno...

ciò detto, bè, ora che lo leggo, l'Ariete oggi fa davvero ridere, perchè è perfetto, ma davvero perfetto!

"Nel Dizionario del diavolo il giornalista statunitense Ambrose Bierce definisce la storia "un resoconto per lo più falso di eventi per lo più irrilevanti provocati da sovrani per lo più mascalzoni e da soldati per lo più folli". Cerca di interpretare quello che sto per dirti alla luce di questa definizione, Ariete. Nei prossimi mesi non farai la storia. Contribuirai, invece, a dare vita a una vicenda interessante e importante, che avrà come protagonisti delle persone semplici, prive di potere politico e capacità belliche. Ma saranno ricche di grazia potente, di forza soffusa e di intelligenza appassionata."

1月10日

Requiem for a Wallet (THE wallet)

ebbene sì, si ricevono regali. alcuni sono cose, belle cose. altri sono specchi che ti obbligano a guardarti. come piccole finestre sul tempo che è stato e che questo 26esimo compleanno chiuderà dietro di sè. momenti lasciati alle spalle, bellissimi momenti.

Foto0011 mi hanno regalato un portafoglio. non vuole essere un gesto carino. cioè, sì è carino, ma non è un regalo qualunque. lo sanno che il mio portafoglio è ridotto male, insomma urge un cambio della guardia. e soprattutto sapevano benissimo, le mie amiche, che senza un obbligo non lo avrei MAI sostituito. io amo quel portafoglio, liso e sporco! l'ho comprato che avevo 15, forse 16 anni. me ne sono innamorata, sul serio!

in questi dieci anni è stato un fedele inseparabile amico. è stato incredibilmente vuoto e raramente anche confortevolmente pieno. una volta, al Liceo, me lo hanno rubato dalla classe. era così desolatamente vuoto che faceva l'eco... l'ho riavuto. si erano presi il dollaro USA che tenevo in ricordo di un viaggio... ridicoli!

i posti li ha visti tutti, dagli areoporti alle stazioni, i bagni degli autogrill di mezza Italia, i banconi dei locali di mezzo mondo. più ci penso più me lo vedo sul bancone Foto0010 del localino HipHop di Melbourne che paga il Martini Cocktail più caro della storia. era ridotto male ma rimaneva fighissimo: in tela jeans, con una minuscola taschina sul davanti, un autentico Levi's...che figo! la totalità delle commesse e dei commessi australiani squittiva appena lo vedeva: "Nice Wallet!" e questo argomento veniva sfruttato dalle sue detrattrici, considerando l'Australia come la patria del cattivo gusto. uff..

persino il commesso gay di Paul Sherman lo ha adorato, si è sdiliquito in un "Oh, Gosh, I love your wallet, it's SO nice!" non impietosivo nessuno, neppure il gay che vende abiti da uomo era una carta sufficiente a difenderlo, piccolo...

alla fine oggi mi sono obbligata a svuotarlo, accettando questo splendido portafoglio DA DONNA, ADULTO ed ELEGANTE e chiudendo dietro me una porta. ho trovato di tutto... alla fine ho scelto di portare come alcune cose e di buttarne altre, perchè se dev'essere svolta, che sia!

tra le altre, mi sono liberata della tessera del fan club di Filippo Magnini (perchè i modelli non mi sono mai piaciuti, preferisco gli sportivi); la tessera del Centro Universitario Sportivo... perchè ormai, basta illusioni; un biglietto dell'autobus della TransPerth, ma solo perchè ormai era illegibile e perchè quei momenti mi rimarranno sempre e comunque nel cuore; la tessera del centro di abbronzatura: ho deciso di amare la mia pelle e il suo pallore (poi ho il sospetto che sia fallito...)

ci sono anche cose che non son riuscita a buttare perciò mi seguiranno nei prossimi anni: il braccialetto di carta attestante la mia Drinkin Age al concerto di Jack Johnson; il biglietto d'ingresso del Vidia Club, del 23 febbraio 2008, data di presentazione del secondo disco dei Nobraino (perchè non potevo tenermi un pezzo di pulman...); il biglietto da visita di una steak house non proprio etero nel centro di Parigi; la ricetta dei brownies al cioccolato regalatami da un giovane mormone che voleva farmi smettere di fumare (io lo trovavo così sexy, invece...); la consumazione del club Nove9, rimastami nella borsa, il lontano 12 gennaio scorso, quando una festa di complenno ha dato inizio a tante cose.

ora sono pronta per questo nuovo viaggio. è faticoso, perchè a parte cambiare portafoglio da oggi so che devo accettare diverse cose e non so se sono pronta... di certo regalarmi questo bel portafoglio da BimbaGrande le ha obbligate a riempirlo, di vita, di momenti, di altri 10 anni di ricordi... loro non lo sanno ancora, ma è così! ;o) ...peggio per voi! GRAZIE, scherzi a parte, grazie!

1月9日

ho compiuto 26 anni ed è stato bello

è finita anche questa giornata. non era una giornata qualunque. non lo è stata.
alla fine si ripensa a tutto. all'ultimo anno, alle persone perse per strada, agli auguri che sono mancati (e che sinceramente non mi aspettavo mancassero...)a quelli che non sono mancati.
sono gomitoli di pensieri che è impossibile districare...
così pensi a tutto, a chi è stato il primo, ieri notte e a come ha scelto di esserlo... e quelle parole ti rotolano dentro ed aprono finestre che non ridordavi più di aver chiuso...
pensi a come hai passato il pomeriggio, a fingere di lavorare mentre giocavi coi Trudi e lasciavi che ogni singola goccia di angoscia se ne andasse, mentre sfogavi le tue certezze ad un "fattorino" lontano ma portatore di doni e di gioia...
pensi a tutte quelle persone, tante, tantissime, che FB ti ha riportato e che oggi avevano proprio voglia di dirti "Hey, è bene che tu lo sappia, sono tornato, come vuoi tu, ma son tornato" sono cose che non hanno prezzo, non per me. stupirsi della voglia di voler bene della gente è una cosa che riesce sempre a scaldarmi il cuore. stupirmi, sì, ancora sorprendersi! e pensare che forse davvero "io non so nulla!" e smettere di credermi onniscente...
e poi arriva l'ultimo. e non credevo che potesse essere così. non sospettavo nemmeno che potesse essere anche questo così vicino al mio cuore, così... attento al mio vibrare odierno... e avere una grande irrefrenabile voglia di piangere, per un po', forse per tutta la notte, lavare via questo anno di fatiche e ripartire da zero domani.
da Rimini, da Mauro, da nuove domande, da nuovi irreali silenzi da riempire di risposte giuste solo per me.
GRAZIE A TUTTI! OGGI E SEMPRE, GRAZIE!

1月7日

Frodo Baggins, della Contea

esistono poche cose più umilianti della visita medico-sportiva. poche, sul serio.

una stanza gelida, "mi scusi il freddo ma sa, lei è la prima, abiamo riaperto oggi...", un medico sconosciuto ma poco accogliente, diciamo.

"da quanto tempo non effettua questa visita?" bho! da un secolo... merda, è una vita... cacchio!

"Ah, domani compie gli anni..." eh, sì, vecchio stronzo, infierisci, dai!

"fratture? malattie dell'infanzia? prende farmaci? ipertensione? ciclo regolare?" ma io credevo che il test non fosse per la selezione della NASA... cmq, se vuole saperlo, il mio bisnonno soffriva di piccole macchie della pelle, me le ricodo avevo tre anni e le trovavo adorabili quanto le mentine che mi regalava...

"ok, si spogli. peso e altezza. quanto pesa?"

"no, mi spiace ma in realtà pesa 3 KILI DI PIU'! lo so, lei credeva di essere faticosamente dimagrita quei tre chili del cazzo ma NO, mia cara, ha solo una bilancia di merda! quanto è alta?"

"ah, no, due cm di meno, desolato. ma non si abbatta, credo sia il peso della terribile notizia, vedrà che domani tornerà alla sua solita altezza. per il peso, no, niete da fare, resta una balena, mi spiace! si sdrai pure."

ed ecco che ti spalma un gel a ZERO GRADI sul petto e ti inizia ad applicare viscide ventose fameliche che di certo ti lasceranno dei succhiotti compromettenti sul decoltè. "la pressione è perfetta e anche la frequenza a riposo, complimenti!" mi prende in giro? mi ha appena dato della cicciona le ricordo!

"ed ora la scalino!" con meno entusiasmo magari, brutto sadico... "non perda mai il ritmo, mi raccomando! TRE MINUTI, via!" ma quanto si divertirà? vabè, 3 minuti, fattibile...

...

...

"siamo a metà!" COSA?!?!?! CREPA MALEDETTO NEGRIERO!!!

...

"trenta secondi!" TACI!!!!!!!!!!!!

alla fine sono idonea a scalare montagne, attraversare l'oceano in solitaria e anche al volo acrobatico. ho dimenticato di chiedergli se posso attraversare Mordor e gettare l'Anello nelle fiame del Monte Fato... chissà che la tensione non mi renda più snella...

1月4日

Irish Pub

non scrivo nulla dal 23 dicembre. non una parola. non è mai nata in me la bencheminima voglia di scrivere. 11 giorni. è come se la mia mente abbia smesso di parlarmi. non so come spiegarlo... un post mi nasce nella testa. come spinare una birra da un fusto nuovo, un fusto costantemente nuovo, che fa troppa schiuma. quella schiuma mi nasce in testa e finisce sul blu di queste pagine. così.

11 giorni di silenzio. e al 12° la loquacità non torna.

non lo so. forse ho un fusto che finalmente smette di dare problemi e allora le cose per un po' andranno talmente per il verso giusto da non sentire nemmeno il bisogno di scrivere. si viaggia a regime, si spinano birre in serie senza alcun inghippo.

non mi convince. sarebbe così facile... e in fondo non sono arrivata da nessuna parte, perchè dovrei fermarmi, considerarmi arrivata?

oppure, semplicemente, sono schifita dalla birra e non ne sto servendo più. son passata al vino, ai long drink... mi sono schifita di me e del modo semplice e vero che avevo per elaborare me stessa. mi ha stufato tutta quella speranza che so riversare su questa pagina, tutto l'entusiasmo e la voglia di non mollare la presa... mi hanno stufato i soggetti... sì, anche questo è plausibile ma non vero. non tutto.

non so cosa pensare...

"stasera a cena lettura dei buoni propositi" io non li ho i buoni propositi. è come se questo 2008 sia stato talmente eccezionale da non sapere cos'altro chiedere, cos'altro aspettarsi dal 2009. mi era successa la stessa cosa nel 2001. non ho ricordi del 2002. esistono periodi, anni in particolare, che sanno attirare come dei buchi neri gli eventi significativi della vita. e gli anni intorno passano un po' in sordina, ecco.

questo 2009 forse passerà in sordina o forse lo si ricorderà solo perchè mi abiliterò al patrocinio. è come se lo sapessi già. ormai ho alzato gli argini, ho aperto la diga e ho iniziato a coltivare. tutto l'anno scorso (fa così strano dire "l'anno scorso" quando fino a un attimo fà usavo il gerundio...). ora non resta che avere cura che il raccolto non vada sciupato.

credo sia questo il problema. per quanto mi sforzi di considerare tutto ciò come la parte più semplice e meno impegnativa, onestamente mi terrorizza. ho un tesoro da custodire, un prezioso stato di benessere da proteggere gelosamente, da incrementare... ho qualcosa da perdere.

erano anni che non avevo qualcosa da perdere. qualcosa di così importante. di così prezioso. erano anni che non sentivo di avere qualcosa di mio. e so che non è completo, so che è solo un accenno... ma so anche che non voglio tornare indietro. e questo mette un po' paura. e la paura paralizza. ed è un attimo che ci si ferma mentre si è solo all'inizio del viaggio...

no, non voglio fermarmi, non voglio smettere di provare e anche di sbagliare se serve. perciò me ne sto zitta ancora un po', poco, giusto il tempo di radunare le idee... ok?

Capricorno. Gli svizzeri stanno costruendo un tunnel ferroviario di 50 chilometri attraverso le Alpi. Ci vorranno nove anni per scavare la montagna e alla fine bisognerà rimuovere 24 milioni di tonnellate di roccia. Questo capolavoro – la galleria di base del San Gottardo – potrebbe essere per te una fonte d’ispirazione. I prossimi mesi saranno il momento ideale per chiamare a raccolta tutta la tua forza di volontà e avviare un progetto altrettanto ambizioso.

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