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L'!§oLA ch3 NoN C'è

c’è un accappatoio azzurro, fuori piove un mondo freddo

Cioppy Tonic

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si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio

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July 01

guerriglia glamour

Laura ne ha una splendida, con decori bordeaux su fondo celeste, senza frange ma comunque splendida. la porta sopra alla camicia con le rouches e agli shorts di jeans.

quella di Federica mi fa impazzire, con delle frangette timide, senza nappe agli angoli. bianca e turchese, indossata sopra una maglia ampia che lascia scoperta una spalla e un paio di jeans bianchi.

Lorenzo è appena tornato dal sud-est asiatico, giusto in tempo per compiere 26 anni. la sua è bianca e nera, classica. è costata 3 euro in un mercato di Bankok. era convinto di essere innovativo, lui. però gli dona incredibilmente, tutta arrotolata sopra la camicia celeste chiaro e i bermuda kaki.

Valentina non ne ha anche se quella di Gucci forse la metterebbe, chissà…

Angela non si rassegnerà mai a vederla come un accessorio. è per questo che non ne ha. ci guarda un tantino schifita, di tanto in tanto.

la mia è bianca e rossa, perché non ci sarà mai un altro colore in grado di toccarmi il cuore così. si impiglia negli orecchini a forma di gatto e nasconde la PinUp sulla t-shirt. però si intona alla perfezione con il foulard di seta che uso come cintura.

prendiamo da bere e ci sediamo, un po’ sulla panca e un po’ a terra, sulle assi del pavimento di fronte all’ingresso. in estate questo molo diventa il luogo più frequentato della città e in questo pavimento si impigliano decine di tacchi a spillo. stasera è una serata tranquilla e anche se non lo fosse noi ci siederemmo comunque così, un po’ sulla panca e un po’ in terra, incuranti.

potremmo parlare di politica, travolti dalle nostre kefieh, ma no. la nostra guerriglia ha un sapore molto più quotidiano. non dico che non potremmo, che non saremmo in grado. al contrario. sarebbero discussioni splendide. sono capitate, spesso, e alla fine ci siamo sentiti tutti più forti pur non avendo minimamente scalfito le convinzioni altrui.

no. stasera non è una di quelle occasioni. stasera è la Beaver Night, la serata castore. stasera si parla di vita, di futuro, di sesso. stasera si fruga nelle nostre vite apparentemente perfette, si estrae il torbido e lo si deride. perché lo scherno delle castore è un po’ come un ACE gentile, che sbianca ma non buca. e quel torbido tornerà al suo posto rimpicciolito e meno spaventoso, il più delle volte.

qualcuno brutalmente cinico direbbe che siamo un mucchio di gente alla Pierfrancesco Favino, che recita tutte queste parti in cui “non ha un cazzo eppure soffre, si strugge!”. già qualcuno di brutalmente cinico lo conosco. e non so perché mi sei venuto in mente, che poi al telefono parli da solo… chissà.

il motivo lo ignoro ma comprare le mie nuove kefieh mi ha fatto pensare a te e a mio padre. sì, nello stesso pensiero voi due. la faccia di mio padre non la dimenticherò, eh sì che Cico lo aveva avvisato… mi fate ridere. entrambi radicati in una trincea ideologica che non c’è più. è come credere che ancora possa uscire Leopardi nel tema della maturità, come pensare che gli ultimi 30 anni di storia contemporanea non abbiano comportato nulla.

è nascondersi dietro la bugia per cui è colpa dell’invasore o del rivoluzionario, quando in realtà più che le colpe bisognerebbe cercare le soluzioni. e la madre delle soluzioni e sempre l’educazione, l’alfabetizzazione e la cultura della democrazia.

è un po’ come ignorare che le kefieh le ha riportate in passerella Balenciaga, fregandosene del significato politico che una volta veniva loro attribuito.

la lucidità di saper cercare se stessi e mettersi in una relazione costruttiva con chi ci circonda è forse la più splendida forma di guerriglia che sia concessa alla mia generazione. ed ha il potenziale per essere assai più fruttuosa degli estremismi che l’hanno preceduta.

pensaci. e poi deridimi, come fai sempre. forse otterrai di rendermi meno torbida nella tua granitica convinzione. o forse no.

un motivetto nella testa...

è irresistibile. sulla bici, mentre lavoro, andando in tribunale, andando al mare, mentre mi vesto,...

non se ne và! non mi esce dalla testa!

The Beatles Lucy In The Sky With Diamonds With Lyrics
  

June 29

dare un nome ed un perché

perché una sera si può tornare ad essere frivoli universitari a cui la vita non ha rotto il muso svariate volte. si può anche fingere di averli tutti ancora addosso i chili di troppo di quegli anni, che erano degli airbag formidabili ai tutti colpi. fingiamo anche di essere a piedi per le vie del Borgo e non in auto, così il gin tonic lo bevi senza sensi di colpa.

che poi è un Borgo traslato in riva al mare, a voler essere precisi. e a dirla tutta, di chili di troppo ne ho molti di meno. e lo so. che mi scopro le gambe come non mai e mi diverto come una pazza ad aver questi capelli non più ricciuti e questi nuovi vestiti che mi entrano miracolosamente. perché l’età adulta ha anche i suoi PRO oltre ai suoi CONTRO. certo, a volte quegli anni di assoluta onnipotenza li rimpiango come non mai.

anni in cui davvero potevo tutto ciò ce volessi. avevo le forze, avevo la scorza, avevo questa meravigliosa seconda famiglia un po’ siciliana, un po’ urbinate, un po’ emigrante, di quelli con due, tre pacchi di riviste e una fotografia di Bice. [che poi Bice c’aveva tante di quelle corna che vabbè, non indaghiamo…] erano anni in cui mi ero fatta con le mie forze. gli anni in cui iniziavo a trovarmi. e mi piacevo. era il primo incontro con un’amica che non smette di stupirmi ma che sa sempre essermi vicina.

erano anche gli anni di un’amicizia speciale che non se ne va, di un pestifero fraterno alter ego palermitano. anni che sappiamo far rivivere ogni volta. anche solo per il tempo di una serata glamour e folle. e la magia ci riesce così bene che quella notte la tiriamo forsennatamente fino all’alba, cercando di batterlo il sole, spingere quel momento un po’ più in là. perché questa perfezione ogni volta sappiamo ricrearla con un sorriso e delle mezze frasi. e la certezza di poterla etichettare, darle un nome, senza paura e senza malizia.

Amicizia. è così che si chiama. e se non vi va bene è decisamente un vostro problema.

June 25

metti caso un gomito alto e delle parole nell’orto

ho deciso, voglio essere sincera. un outing a tutti gli effetti che poi non si dica che non ho lanciato segnali e che i guai son piovuti dal cielo: sto bevendo troppo.

non è propriamente colpa mia eppure mi sta tornando la gastrite. e poi succedono questi week end assurdi che capo e coda non è che proprio li abbiano…

è che se esco con Cico è matematico che farò fatica a tornare sulle mie gambe. mio fratello è un professionista! venerdì mi ha intavolato una maratona di gin tonic dopo una cena a base di pesce e vino bianco. complici del fatto di essere in bici ci siamo letteralmente bevuti tutto il bar a picco sul mare. sul palco gli adorabili Chewingum che lanciavano nell’aria estiva e frizzante le loro follie zuccherose, dedicandomi anche GiulioClaudia, che sanno che io la aDDoro! e io ondeggiavo, sorseggiavo il mio drink color dell’acqua e ridacchiavo. trasportati dalla Psyco un po’ più in là sulla costa, si è ballato fino a che la musica non è finita, sino a che non ce n’è stato più. e quindi di nuovo in sella alle fiammanti, tornare verso casa, insieme alla Pirtz, anche lei ridotta da buttare, urlando al cielo e alla città I Signori della Corte, che le peggio sbornie ce le siam fatte tutti e tre su quelle note!

inconveniente della serata, come spesso accade, dato dal telefono e dalla ricarica appena fatta. e giù sms a MS che non si sa molto bene da quale porta sia rientrato (molto quotata l’ipotesi dell’uscita di sicurezza lasciatagli socchiusa dalla sottoscritta). e poi vai di chiamate senza risposta all’Uct, con relativi “Ma CoMe Si PerMeTTe!?” biascicati ad una Psyco molto divertita. il mattino dopo, sul tardi, un trapano al piano superiore mi ha riportata al mondo reale. forse era parente del trapano puntato dietro le mie povere tempie, non saprei.

purtroppo il clima infausto ci sta impedendo di passare i week end in spiaggia, come sarebbe consono aspettarsi invece per dei giovani pesaresi. e invece NO! così ho avuto tutto il tempo di recuperare le forze stendendo Rouge Noir sulle unghie e valutando differenti mise adatte alla serata! Sì perché, la serata non si prospettava essere una qualunque, au contrair, mon ami! festa di compleanno con amiche ed amici e successive danze nostalgiche anni ‘90 (che a me garbano tantissimo!)

giunta ovviamente in ritardo al locale, dopo aver optato per abitino stampato in stile anni ‘60 e stivali di camoscio, non mi rimaneva che mettermi in pari pasteggiando a Mojito. tutto era roseo e felice. mi azzardo a dire che il tempo burrascoso non dava alcun fastidio. probabilmente anche lui aveva voglia di andarsi a fare una bella bevuta, perché si era placato, improvvisamente, quasi a concedere una tregua alle nostre carni cautamente nude. alla fine della cena, spostati i tavoli della nostra casa estiva, il volume si era alzato, le verande di nuovo spalancate e via alle danze!

mentre ci divertivamo senza riserve gli avventori del locale hanno iniziato a fare la loro comparsa e tra loro l’Uct, sexy e placido come al solito. le amiche che mi cercano con lo sguardo, il labiale che articola un muto “l’ho visto” e in pochi attimi sfrecciargli di fronte per sbaglio, sorridergli, tornare a salutarlo con calma. registrare il modo in cui prende coscienza di me, leggermente alterato anche lui, nel mezzo di altri festeggiamenti, circondato dagli amici. notare i piccoli contatti fisici che instaura, le distanze revvicinate che tiene. studiare i muti segnali dell’Uomo che tace, sentire un richiamo nella pelle prima che nella mente offuscata. salutarlo, tornare a ballare, con un pensiero in più.

sotto le stelle, a piedi nudi sull’erba, si ride con l’Uct. e per magia si parla anche. e le cose sono così più semplici quando si parla. bastano pochi dati. e le risate di chi ha voglia di sentirsi libero. che lo decidiamo noi cos’è GIUSTO e cosa no, non può farlo nessun altro per noi.

il giorno dopo, tra le foto della serata su FB compare un commento amico: “la Cioppy è in tutte le foto ma ad un certo punto è sparita…

no, è solo il Mojito che mi ha dato alla testa

June 16

verso l’infinito e oltre

unghie laccate, TAAC!

crema solare, TAAC!

All Star pronte a tutto, TAAC!dm2

bottiglietta d’acqua, TAAC!

biglietti del treno, TAAC!

Sounds of the Universe, ARRIVIAMO!

una sola cosa da dire: I JUST CAN’T GET ENOUGH!

 
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